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Visualizzazione dei post con l'etichetta guccini

Liberi liberi - Vasco Rossi

Vasco Rossi regala emozioni Quanti ricordi legati a questa canzone e a quest'album. Non dimentichiamoci che Vasco Rossi lo ha pubblicato nel 1989, ed io avevo sedici anni allora. In realtà, il significato del brano che da il titolo a questo lavoro, lo avrei capito solo 10 anni dopo. Inizialmente ero rimasto incantato dal suono, dalla meravigliosa chitarra di Andrea Braido e dal carisma del cantante. Sono convinto che, per capire il significato profondo di una grande opera d'arte, non sia sufficiente essere maghi della parafrasi, ma sia necessario aver avuto un certo percorso emotivo, per provare empatia con l'autore. Il testo è semplice e lo metterò per intero a fine articolo, non perderò tempo ad "analizzarlo" frase per frase, ma mi limiterò a metterne in rilievo i concetti più sottili, quelli che fanno la differenza tra un ottimo testo e una grande opera d'arte. Vasco Rossi e Zocca Vasco Rossi ha passato la sua adolescenza al paesino di Zocca, paesino al qu...

Dieci testi di canzoni italiane da conoscere

Parliamo di musica italiana. La differenza tra la nostra musica e quella d'oltre oceano, sta nella cura che noi abbiamo posto nella stesura. Esistono una marea di testi eccellenti, ma, tra questi, alcuni sono più importanti di altri. Lo sono perché più belli, perché rivoluzionari o perché hanno ispirato altri autori. Dovrei fare una classifica separata per ciascuno di questi aspetti, mettere insieme tutto non ha senso. Ebbene, eccovi allora una classifica senza senso, con i dieci testi che tutti dovrebbero conoscere della musica italiana. 10 -  Una carezza in un pugno - Celentano Celentano ha cambiato la musica italiana, sotto tanti punti di vista. Ispirato dai musicisti rock d'oltreoceano ha rivoluzionato non solo il canto, ma anche le coreografie. Celentano non lo si ascolta soltanto, lo si guarda ballare e lo si ascolta recitare. Questo testo è un esempio di come una stesura possa contribuire a creare l'immagine di un artista, risaltandone il carattere focoso e la gelosi...

I migliori parolieri italiani e stranieri

Sappiamo tutti che, dietro le grandi canoni di Battisti, c'è la mano di Mogol. Spesso trascurati, i parolieri hanno avuto un ruolo fondamentale nella storia del pop e del rock. Specialmente a partire dagli anni '60, quando la musica ha cessato di essere mero intrattenimento, ma è diventata poesia, politica, ribellione. Il '68 non sarebbe stato tale senza Bob Dylan, Keruaq, Guccini... In questo articolo non troverete i migliori parolieri del mondo, ma i miei preferiti. È una puntualizzazione importante: a volte si può riconoscere la maggior qualità di un'artista, senza però negare che uno meno bravo riesca a raggiungere meglio la nostra sensibilità. Ad esempio, non ho dubbi sul fatto che il grande bardo sia il più grande autore della letteratura inglese, ma io preferisco comunque Oscar Wilde a William Shakespeare. Quindi non c'è bisogno che mi trolliate se dico che preferisco Vasco Rossi a Bob Dylan. I migliori parolieri stranieri Bob Dylan Ebbene, sopra ho scritto u...

La locomotiva - Francesco Guccini

Guccini: un artista fuori dalla regole Le persone che, come me, danno grande importanza ai testi delle canzoni, non possono non ammirare Francesco Guccini, più noto come il cantastorie di Pavana. Eppure parlare di lui è sempre difficile: non appartiene a nessuna corrente, i suoi testi trattano argomenti unici e non rispettano nemmeno le regole che i critici impongono e i grandi autori si sono imposti. Ricordo che, alla presentazione del suo primo romanzo giallo, scritto a 4 mani con Machiavelli, sottolineò come oggi gli autori si sforzassero di utilizzare singoli aggettivi in sostituzione due o più, dando la stessa forza al concetto. Mi spiego meglio: a volte per rafforzare un sostantivo utilizziamo diversi aggettivi. Gli autori sostengono che se riesci ad utilizzarne uno solo o, comunque, il minor numero possibile, l'opera ne trarrà giovamento. Gli scrittori di testi hanno lavorato molto in questa direzione ed i poeti già lo facevano nella prima metà del '900. Lui no, Guccini,...

Le migliori canzoni contro la guerra

Quando scrissi quest'articolo, pensavo alla guerra come ad una cosa lontana. Ad una paura che noi, nati negli anni '70 e cresciuti negli '80 avevamo lasciato alle spalle. Ora è tutto così strano.. mi sento stordito, mi sembra come se un incubo che mi aveva tormentato da bambino sia improvvisamente diventato realtà. Film che ci affascinavano 40 anni fa, come "the day after" oggi fanno davvero paura. Voglio esprimere solidarietà al popolo ucraino e a tutte le vittime di tutte le guerre. E come disse l'immenso Bob Dylan: Quante volte dovrà sparare ancora il cannone prima che venga bandito per sempre? A partire dagli anni '60 c'è stata una rivoluzione nei testi delle canzoni, che, finalmente, hanno smesso di parlare solo d'amore e di sciocchezze, e sono passati a temi più forti, come il sociale e la politica. In questo panorama non potevano mancare canzoni che parlassero di guerra. A fare da apripista ci ha pensato lui, l'immenso Bob Dylan, segu...

Alta Marea - Antonello Venditti

Antonello Venditti poeta. Ancora il significato del testo di una canzone del grande cantautore romano Antonello Venditti. Grande musicista che, purtroppo, ho imparato ad apprezzare da poco. Un vero peccato, mi sono perso qualcosa, ma sono ancora in tempo per recuperare. La canzone è Alta Marea. Ho cercato a lungo, all'interno del brano, significati nascosti e metafore, che spesso si trovano nei suoi pezzi. In realtà, questa volta, ne è piuttosto carente. Si tratta invece di una poesia nuda e cruda! Frasi semplici destinate a sollevare in noi emozioni, senza il bisogno di essere interpretate o spiegate. Gli anni '70 e la voglia di viaggiare Il contesto è "molto" anni '70 e, per chi fosse troppo giovane, è difficile da capire. Attenzione! Non è difficile capire il significato del testo, quanto le emozioni che scatena in noi "vecchi" il suo ascolto. Negli anni '70, come conseguenza della rivoluzione culturale del '68 e di un'impressiona...

Eskimo - Francesco Guccini

Per scrivere di questa canzone non basterebbe un'enciclopedia. Assieme a Dio è morto a alla locomotiva, rappresenta uno dei brani di maggior successo del cantastorie modenese. Finita l'enciclopedia bisognerebbe stamparne altre 4 per i commenti e le diverse interpretazioni. Non è mia intenzione fare qui la parafrasi del testo, ma citare soltanto quello che, secondo me, è il significato più profondo del brano. Guccini ricorda Caterina Caselli. La canzone è scritta da un Guccini ormai maturo, che ha già superato gli anni 60 e si guarda indietro. In particolare ricorda una storia d'amore vissuta con una ragazza, Caterina Caselli secondo alcuni. Ne parla un po' con compassione e un po' con nostalgia. La storia con la ragazza in realtà è solo una cornice, il quadro vero è la rivoluzione culturale che ha scosso il mondo a partire dalla fine degli anni 60 (ribattezzata semplicemente "il 68").

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