domenica 9 settembre 2012

Padre Madre - Cesare Cremonini




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Ecco l'altra idea geniale di Cesare Cremonini. Come la seconda, il comico (pensa che ridere), anche questa è di difficile interpretazione. Cominciamo col dire una cosa: coloro che si ostinano di cercare il significato del testo di questa canzone scavando nel rapporto che il cantante ha avuto con la sua famiglia, non giungeranno ad alcuna conclusione.

Quando il Vasco fece la canzone "benvenuto tra noi", tutti pensarono ad una canzone del cantautore di Zocca dedicato al neonato figlio. Ci pensò lui stesso a dire ai giornalisti che la canzone è una canzone di tutti i padri del mondo a tutti i figli del mondo. Impossibile secondo lui, scrivere una canzone relativamente a qualcosa che ti tocca realmente nel cuore.

Anche qui Cesare Cremonini non parla affatto ne di sua madre, ne di suo padre, ma parla, in termini più generali, della difficile momento della vita in cui il cammino di un figlio si distacca da quello dei genitori. Particolarmente difficile per noi italiani. Sono emozioni che anche lui ha vissuto in prima persona ed i ricordi hanno senz'altro avuto la loro parte nell'opera, ma dobbiamo immaginare che a cantare non sia lui, ma uno qualunque di noi in quella fase della vita (almeno per chi ci è già passato).

E allora vediamo di capire:
Padre, occhi gialli e stanchi,
nelle sopracciglia il suo dolore da raccontarmi...
Madre, gonna lunga ai fianchi,
nelle sue guance gli anni e i pranzi coi parenti...
Non mi senti? O non mi ascolti,
mentre piango ad occhi chiusi sotto al letto.
Qui intanto vengono distaccati nettamente (distacco che diventerà ancora più chiaro) il ruolo della madre e del padre.  Il padre rappresenta la vita, il lavoro, il costruire la storia, la fatica, mentre la madre rappresenta le emozioni, l'amore, le relazioni sociali.

In questo e nel successivo paragrafo si parla di pianti. La madre che non sente i pianti del figlio e, nel successivo, il figlio che ignora i pianti della madre. Ovvero un grande amore li lega, ma di fatto ormai sono due estranei. E lo stesso vale anche per il padre, di cui sente la mancanza perchè ha scelto di vivere la propria vita (ho dato più importanza ai mie lamenti).

I mille anni del padre e le bombe esplose nei suoi ricordi rappresentano l'immobilità. Il ragazzo è il futuro, mentre il passato del padre ormai è storia. Una storia che ormai sembra vecchia di mille anni. Come dire che il padre è praticamente morto, e qui si parla del complesso di Edipo. Non a caso il testo per tutta la sua durata ha una crudezza quasi cinica!

L'ultima strofa è commovente, il ragazzo è diventato uomo ormai, mentre i genitori sono quasi delle reliquie. Ecco il giovanotto, in un momento di debolezza, cerca ancora la saggezza del padre (cerca ancora coi tuoi proverbi a illuminarmi) e la dolcezza della madre (prova ancora a coccolarmi).

Ma è solo un momento di debolezza, ormai ha intrapreso il cammino che lo sta portando sempre più lontano da loro (deve scappare lontano se vuole salvarsi) e lascia a loro in ricordo una canzone. Una canzone che è frutto del suo lavoro e della sua passione, come un pittore gli lascerebbe un quadro o uno scultore una scultura.

Come detto in un altro post su Cremonini, questa canzone la considero un vero e proprio lampo di genio. Difficile scrivere una canzone così bella e ancora più difficile scriverla rivolgendola ai genitori.

Ancora una cosa: non sono sicuro al 100% sugli occhi gialli del padre. Il giallo è il colore dell'odio. Forse perchè il padre rappresenta l'autorità e anche colui che ci punisce? Qualcuno lo sa?).

4 commenti:

  1. Ripensando a diversi documentari che ho visto sugli animali associo gli occhi gialli agli occhi degli animali predatori e solitari. Forse lui vede nel padre una figura stanca ma ancora forte, potente e solitaria che in qualche maniero lo teme ancora.

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  2. Immagine stupenda. Mi viene in mente il vecchio leone. Stanco e lento nei movimenti che vive un po' defilato dal branco. A volte si accontenta anche di mangiare gli avanzi dei suoi compangi. Ma quando alza la testa incute ancora infinito timore e rispetto!

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  3. I genitori di Cremonini dovrebbero essersi separati, e io ho interpretata in tutt'altra maniera il testo:
    Il padre è del 1924, e qui mi spiego il "quante bombe sono esplose nei tuoi ricordi", nel video gioca a biliardo, e ad un certo punto una palla finisce per dividere i genitori che stanno seduti su una coperta stesa sul prato.
    La madre gli dice che una lacrima è un segreto (ovvero si nasconde sotto al letto a piangere, lo fa di nascosto e quindi sua mamma non lo sento o non lo ascolta).
    In ultima (anche se vorrei dilungarmi) "Se sono stato così lontano è stato solo per salvarmi" forse qui ha stretto i pugni, ha dovuto andare via per non affondare nel dolore.

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  4. Bellissima canzone forse la più bella di Cremonini profonda e mirata

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