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I talent uccidono lo musca?

3 anni dopo Sono passati 3 anni da quando ho scritto questo articolo. Ci avevo visto giusto? Cosa ci hanno regalato i talent? Alla fine di tutto i Maneskin, Emma Marrone e Marco Mengoni. Vent'anni e migliaia di ore televisive per 3 nomi? Davvero troppo poco, Cecchetto con un millesimo dei mezzi, nel solo decennio degli '80, ha conquistato il mondo. I talent davvero uccidono la musica? In quanti hanno detto che i talent uccidono la musica? Tanto per citarne qualcuna Red Ronnie, Mogol, Pino Scotto, Morgan... La domanda è: lo dicono perché lo pensano o è solo la parabola della volpe e l'uva? Già, perché i dinosauri della musica, sul trono dagli anni '60, per la prima volta devono abdicare. Non deve essere facile per chi credeva di essersi guadagnato questo diritto per quanto fatto 50 anni fa e di non poter più essere messo in discussione. Guardate il festival della canzone italiana di Sanremo, dove i mostri sacri della musica italiana rinunciano a partecipare perché non vo...

Liberi liberi - Vasco Rossi

Vasco Rossi regala emozioni Quanti ricordi legati a questa canzone e a quest'album. Non dimentichiamoci che Vasco Rossi lo ha pubblicato nel 1989, ed io avevo sedici anni allora. In realtà, il significato del brano che da il titolo a questo lavoro, lo avrei capito solo 10 anni dopo. Inizialmente ero rimasto incantato dal suono, dalla meravigliosa chitarra di Andrea Braido e dal carisma del cantante. Sono convinto che, per capire il significato profondo di una grande opera d'arte, non sia sufficiente essere maghi della parafrasi, ma sia necessario aver avuto un certo percorso emotivo, per provare empatia con l'autore. Il testo è semplice e lo metterò per intero a fine articolo, non perderò tempo ad "analizzarlo" frase per frase, ma mi limiterò a metterne in rilievo i concetti più sottili, quelli che fanno la differenza tra un ottimo testo e una grande opera d'arte. Vasco Rossi e Zocca Vasco Rossi ha passato la sua adolescenza al paesino di Zocca, paesino al qu...

Testi italiani trasgressivi del passato

Oggi i rapper mettono le parolacce nei testi. Una vera trasgressione... Si, se siete 13enni cresciuti dalle suore. A me le parolacce annoiano, infastidiscono, mi danno la sensazione che l'autore, in totale mancanza di idee, ce le metta dentro per riuscire ad attirare l'attenzione in qualche modo. Lo hanno detto gli stessi Maneskin che le hanno dovute togliere dal loro brano per poter partecipare all'Eurovision. Non ricordo le parole esatte, ma hanno spiegato che le hanno tolte perché, comunque, non andavano ad incidere sul significato dell'opera. Sapete, a me che piacciono i testi, quelli con la T maiuscola, sentire una cosa del genere mi fa inorridire. Provate a togliere una sola consonante ad un testo di de Andrè, verreste linciati. Già, perché non c'è una sola strofa dell'artista genovese che non abbia un senso profondo, che non sia stata ricercata, studiata, adattata e rielaborata. Quello di cui i mediocri non si accorgono è che in passato, specialmente negl...

Renato Zero - Le origini, i testi e l'incoerenza

Renato Zero: il poeta dell'incoerenza C'è una cosa che ammiro del Renato Zero delle origini: l'incoerenza. Strano vero? Quando mai l'incoerenza ha meritato ammirazione? Quando diventa poesia, immaginazione, sogni! E, a questo punto, forse è il caso che mi spieghi meglio. Un artista fatto di contraddizioni Renato Zero compare negli anni '70 (in un musical per essere precisi) e le sue caratteristiche principali sono: provocazione, poesia, edonismo, delicatezza, volgarità, sesso, amore platonico, egocentrismo, narcisismo, sensibilità, solidarietà... tutta una contraddizione. Almeno all'apparenza. Questa forse è una delle prime missioni di Renato Zero: scardinare i luoghi comuni. Anzi, visto con i suoi occhi, tutti i nostri pregiudizi sono sbagliati, quando vai a scavare oltre la superficie, scoprirai sempre una persona diversa. Vediamo se riesco a farmi capire con un semplice esempio, il classico esempio, quello del tossicodipendente. Quando questi loschi figuri h...

Marco Baruffaldi feat J-Ax - Siamo diversi tra noi

La TV di Maria de Filippi Vivo senza TV da quando, a 19 anni, me ne sono andato di casa. In quel lontano 1992 non esisteva internet, quindi, se non guardavi la TV, le uniche cose che ti restavano da fare erano leggere un buon libro o ascoltare la radio (o un vinile). Questo vi da l'idea di quanto bassa sia la mia considerazione per la TV in generale e per certi programmi in particolare. Figuriamoci se se sono fan dei talent... Eppure, a volte, anche questi ultimi ti possono sbalordire. Se poi a sbalordirti è la gang della de Filippi, be... c'è da non crederci (perdonatemi la citazione del grande Ivo Valoppi , che approfitto per salutare). Mi viene in mente una passaggio di de André relativa ai diamanti, ma sarebbe del tutto fuori luogo. Dimostrerei solo di non aver capito niente. La verità forse è un'altra, ci sono delle persone che scelgono la strada del successo e dei soldi facili, ma questo non significa che non abbiano delle capacità ed una sensibilità. Hanno solo decis...

Radio Capital

Disclamer su un articolo relativo a radio Capital Non c'è nessun testo che mi ispiri oggi, quindi voglio parlare di qualcosa di diverso: di Radio. Ovviamente, quando si parla di radio, si sta parlando anche di musica, quindi non è che io sia poi tanto fuori tema. Premetto che, malgrado il titolo, non sto facendo nessuna "marchetta", ma voglio  solo esprimere il mio giudizio su quella che considero la miglior radio italiana, giudizio espresso da una persona che ascolta radio circa 10 ore al giorno da anni. Ai complottisti che dovessero sospettare della mia buona fede dico: purtroppo non ho alcun amico che lavora in questa radio e non ci lavoro nemmeno io (purtroppo) questo blog è talmente irrilevante che ai titolari di radio Capital non verrebbe in mente di contattarmi per chiedermi di sponsorizzare la loro stazione (purtroppo) la stazione si tiene in piedi da sola grazie alla qualità dei programmi (per fortuna) Prequel su quanto scritto Se dovessi scrivere oggi quest'...

Dieci testi di canzoni italiane da conoscere

Parliamo di musica italiana. La differenza tra la nostra musica e quella d'oltre oceano, sta nella cura che noi abbiamo posto nella stesura. Esistono una marea di testi eccellenti, ma, tra questi, alcuni sono più importanti di altri. Lo sono perché più belli, perché rivoluzionari o perché hanno ispirato altri autori. Dovrei fare una classifica separata per ciascuno di questi aspetti, mettere insieme tutto non ha senso. Ebbene, eccovi allora una classifica senza senso, con i dieci testi che tutti dovrebbero conoscere della musica italiana. 10 -  Una carezza in un pugno - Celentano Celentano ha cambiato la musica italiana, sotto tanti punti di vista. Ispirato dai musicisti rock d'oltreoceano ha rivoluzionato non solo il canto, ma anche le coreografie. Celentano non lo si ascolta soltanto, lo si guarda ballare e lo si ascolta recitare. Questo testo è un esempio di come una stesura possa contribuire a creare l'immagine di un artista, risaltandone il carattere focoso e la gelosi...

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