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Renato Zero - Le origini, i testi e l'incoerenza

Renato Zero

Renato Zero: il poeta dell'incoerenza

C'è una cosa che ammiro del Renato Zero delle origini: l'incoerenza. Strano vero? Quando mai l'incoerenza ha meritato ammirazione? Quando diventa poesia, immaginazione, sogni! E, a questo punto, forse è il caso che mi spieghi meglio.

Un artista fatto di contraddizioni

Renato Zero compare negli anni '70 (in un musical per essere precisi) e le sue caratteristiche principali sono: provocazione, poesia, edonismo, delicatezza, volgarità, sesso, amore platonico, egocentrismo, narcisismo, sensibilità, solidarietà... tutta una contraddizione. Almeno all'apparenza. Questa forse è una delle prime missioni di Renato Zero: scardinare i luoghi comuni. Anzi, visto con i suoi occhi, tutti i nostri pregiudizi sono sbagliati, quando vai a scavare oltre la superficie, scoprirai sempre una persona diversa. Vediamo se riesco a farmi capire con un semplice esempio, il classico esempio, quello del tossicodipendente. Quando questi loschi figuri hanno fatto la loro comparsa nelle nostre città, erano visti come personaggi cattivi e insensibili che, alla ricerca del massimo edonismo, non si facevano scrupolo a distruggere la propria vita e quella delle loro famiglie. Ci sono voluti anni per capire che è vero il contrario: spesso si tratta di persone talmente sensibili da non reggere il dolore della vita e delle persone che ci stanno vicine. La droga rappresenta una fuga da tutto.

Incoerenza e provocazione secondo Vasco Rossi

Ora, tornando ai temi, può una persona essere narcisista e sensibile? Il narcisista non è uno che pensa solo a se stesso? Può una persona volgare essere anche poeta? Può una persona che crede all'amore platonico sognare un triangolo? E potrei andare avanti, ma sapete cosa vi rispondo? Non lo so, vedetela da voi. Ma se perdete almeno 5 minuti a fare questa riflessione, allora Renato Zero ha raggiunto il suo obiettivo. Come diceva il suo collega Vasco Rossi: "compito dell'artista è provocare le coscienze e lui, a questo punto, ci è riuscito".

Siamo tutti incoerenti come Renato Zero

Era un'altra, però, la sfumatura che volevo cogliere. A volte potremmo sognare di essere un grande chitarrista, altre un politico, altre ancora un poliziotto alla Donnie Brasco, altre un mafioso alla don Vito Corleone, a volte Sherlock Holmes, altre Arsenio Lupin. Insomma, i sogni non sono coerenti e, spesso, si sognano delle cose che non si farebbero mai. A me è capitato mille volte di sognare un triangolo, ma non tradirei mai la mia compagna. E qui sta il secondo punto di forza di Renato Zero: trasformare i sogni di un momento in poesia, senza curarsi del fatto che fossero buoni, cattivi, coerenti e, soprattutto, se fosse davvero ciò che vogliamo per noi. Questo per me è la grandezza che rende tutt'ora unico Renato Zero.

Chi è Renato Zero

Tutto quanto detto sopra, unito al personaggio, ha contribuito a creare un'importante discrasia: "una brutta persona", ma che, sotto un folkloristico travestimento, nasconde un animo buono e sensibile. E ancora una volta l'invito è quello di non giudicare dalle apparenze, dalla superficie, ma ad andare a fondo, scavare dentro l'anima delle persone. Spesso, per proteggere la propria sensibilità, la si nasconde dietro una maschera che mostra l'esatto contrario.

Renato Zero: un artista unico

Sapete cosa mi impressiona? Che a distanza di 50 anni Renato Zero resta ancora unico e attuale. Non c'è stato nessun artista che è riuscito a prenderne il posto o, addirittura, partendo dal suo lavoro, a portarlo ad un livello ancora superiore. Si tratta di uno di quei personaggi unici, alla David Bowie



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