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Ogni volta - Vasco Rossi

Vasco Rossi Canta Ogni Volta ad Imola
Ogni volta: un testo di Vasco Rossi che ha cambiato la storia

Ho scritto un post sui momenti più importanti nella storia della musica leggera italiana. Questo pezzo ci sarebbe dovuto essere di diritto, ma il Vasco compariva già 2 volte, e avrei finito per fare uno special sul grande cantautore di Zocca.
Questo è il testo più importante della musica italiana, anche se non è il mio preferito (di Vasco ad esempio preferisco gli angeli). E allora, perché lo considero tale?
Lasciamo perdere che si tratta di una poesia meravigliosa e del fatto che nessuno prima di lui, ma neanche dopo, sia riuscito a dedicare una canzone al proprio padre (Jovanotti ci ha provato con Mario, ma è un'altra cosa). Questo non basta, sono altre due le ragioni per le quali lo considero il più testo più importante della musica italiana, e sono ragioni squisitamente tecniche.
Il primo è che si tratta del primo (e per anni è stato anche l'unico) testo rock italiano. I PFM e gli Area avevano già dimostrato che anche gli italiani possono suonare grande Rock, ma nessuno aveva scritto un vero testo rock fino ad allora. La stesura è la classica stesura del rock americano: un ritornello che si ripete ossessivamente. "Ogni volta che viene giorno...", "Ogni volta che ritorno...", "Ogni che non sono sicuro...". Il modello era già stato abbozzato con siamo solo noi e lo si rivedrà spesso, in canzoni come "un senso". Non capite cosa ci sia di rock in tutto questo? Pensate ai testi americani "Tutti Frutti au rutti - Tutti Frutti au rutti - Tutti Frutti au rutti - Tutti Frutti au rutti - Tutti Frutti au rutti", "let it beeee, let it beeee, let it beee..." e potrei andare avanti a farmi esempi all'infinito.
Bene, il primo esperimento riuscito! E, come dirà il Komandante in un intervista, era proprio questo l'obiettivo. Ma non basta! Ha pure inventato il testo rap-trap con 30 anni di anticipo! E non è una battuta. E non si offendano i fans del Blasco. Vediamo se mi riesco a spiegare. Fino ad allora, ma direi fino a 10 anni fa, ogni testo era una narrazione. Era una storia, una sequenza di concetti, e di emozioni, tutti connessi tra di loro, che seguivano una sequenza logica. Come deve essere d'altronde! Oggi i testi non sono più così: si sceglie un tema e poi si buttano giù una sequenza di versi, emotivamente collegati al tema principale della canzone, ma non logicamente connessi.
Faccio un esempio, uno dei pochi testi trap che mi piacciono è in Italia di Fibra, che per mettere in risalto come l'Italia sia un paese di grandi contraddizioni, recita:
Pistole in macchine in italia
I campioni del mondo sono in italia
Fatti una vacanza al mare in italia
Meglio non farsi operare in italia
Non andare all'ospedale in italia
La bella vita in italia
Le grandi serate e i gala in italia
Fai affari con la mala in italia
Il vicino che ti spara in italia
Machiavelli e foscolo in italia
L'idea è sottolineare come in Italia convivano le più grandi meraviglie e le più grandi porcherie e l'autore lo fa buttando giù una serie di frasi, apparentemente sconnesse tra di loro (e non solo apparentemente) dove si parla bene e male del nostro paese. Non c'è un ordine preciso, nemmeno una'alternanza tra "frase buona" e "frase cattiva". Sembra una poesia dadaistica. Quasi tutti i testi trap sono così. Per queste ragioni lo considero il testo italiano più importante, almeno dal dopoguerra, ma ora mi voglio soffermare sul significato di questa meraviglia, anche perché so che molti di voi avranno storto il naso quando ho detto che la canzone è dedicata al padre.

Vasco Rossi ricorda il padre morto

Parliamoci chiaro: scrivere una canzone sulla madre non è difficile. Al limite, se proprio non riusciamo a scrivere una canzone, scriveremo una canzonetta, ma qualcosa viene fuori. Basta mettere frasi del tipo: mamma ti voglio bene, mamma mi manchi, mamma son tanto felice perché ritorno da te, son tutte belle le mamme del mondo... Scrivere una canzone sul padre no! Non si può scrivere "padre ti voglio bene", anche se gli volessimo veramente bene. La madre rappresenta l'amore, la dolcezza, ma il padre? Il padre potrà anche essere amore, ma non rappresenta l'amore! È diverso. Il padre è una figura gigantesca, con una mano grande e forte, che, quando ti stringe, ti fa sentire al sicuro da ogni pericolo. Ma come scriverlo? Come può dedicare il Vasco una canzone al padre perso prematuramente? Un padre che sicuramente gli è mancato nei terribili anni della droga e del carcere? Elencando ogni momento della vita in cui gli è manca! Certo, perché è rimasto troppo giovane senza quella figura a cui rivolgersi quando arrivano la notte e la paura. Quella figura a cui chiedere aiuto ogni volta che non sono sicuro, ogni volta che mi sbaglio e poi dopo piango, ogni volta che cammino e mi sembra di averti vicino. Solo lui c'è l'ha fatta, solo Vasco Rossi è riuscito a trovare il modo di scrivere una canzone sul proprio padre senza diventare patetico. Perdonatemi l'ardire, ma nemmeno i grandi poeti del Rinascimento ci sono riusciti!
Oggi che non ho più vent'anni e che mio padre comincia ad essere più vecchio ed è lui ad aver bisogno di me, non riesco ad ascoltare questa canzone senza commuovermi.

Testo della canzone Ogni Volta di Vasco Rossi

E ogni volta che viene giornoOgni volta che ritornoOgni volta che cammino eMi sembra di averti vicinoOgni volta che mi guardo intornoOgni volta che non me ne accorgoOgni volta che viene giornoE ogni volta che mi sveglioOgni volta che mi sbaglioOgni volta che sono sicuro eOgni volta che mi sento soloOgni volta che mi viene in menteQualche cosa che non c'entra nienteOgni voltaE ogni volta che non sono coerenteE ogni volta che non è importanteOgni volta che qualcuno si preoccupa per meOgni volta che non c'èProprio quanto la stavo cercandoOgni voltaOgni volta quandoE ogni volta che non c'entroOgni volta che non sono statoOgni volta che non guardo in faccia a nienteE ogni volta che dopo piangoOgni volta che rimangoCon la testa tra le maniE rimando tutto a domani

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