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I migliori testi di Jovanotti

Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, ci ha sempre deliziato con dei testi interessantissimi. Non è che tutti i testi dell'artista mi siano piaciuti, ma è indubbia l'originalità degli stessi. Credo che nessun musicista batta Jovanotti in questo campo, nemmeno de Andrè o Guccini. Ripeto, non dico che i suoi testi siano i migliori, ma solo i più originali. Sono originali, ma abbastanza semplici. O meglio, nascono sempre da un'idea geniale, non sempre chiara, ma capita quella allora si, i testi diventano di facile interpretazione. Ecco perché, a differenza del solito, anziché dedicare un post per ogni canzone, ne faccio un'intera carrellata. Buon "ascolto".

Soleluna.

È la canzone della seconda svolta di Jovanotti, quando passa da chiari e semplici tipo "tempo", a testi più criptici e dadaisti. Quasi no sense in alcuni casi. Capito il titolo però si capisce tutto, e non è certo un testo no sense, anzi, per citare Folco Terzani, dietro un testo apparentemente banale di Jovanotti, ci sono muraglie di libri. Il sole e la luna, il giorno e la notte, tutto e il contrario di tutto. Attorno a questo concetto ruota il significato di questa canzone, non siamo creature semplici e coerenti, ma in noi convivono le più grandi contraddizioni e, secondo l'autore, ci possono convivere serenamente, basta trovare il giusto equilibrio. E tutta la canzone parla di questo yin e yang, di questa realtà dove non esistono il bene senza il male ed il male senza il bene. E quindi dentro ognuno di noi ci sono l'acqua e il fuoco, la terra e il mare, il troppo e il poco. Ci sono diversi riferimenti alla cultura buddista e alla vita dello stesso Budda in questa canzone, basti pensare alle frasi: "e sono albero e poi sasso, sono un gabbiano che diventa cielo...". In tutto questo, prima di dormire, Jovanotti pensa a come sia complicato l'uomo. Qualcuno adesso ha il coraggio di dire che i testi di Jovanotti non sono originali?

Gente della notte

In realtà non c'è molto da spiegare sul significato di questo testo, lo ho messo per due ragioni: primo perché è la mia canzone di Jovanotti preferita, secondo perché rappresenta la prima svolta del autore, quella che porterà poi ai due capolavori, Lorenzo 1992 e Lorenzo 1994. Gente della notte è un testo gradevole per tutti, ma completamente comprensibile solo a chi ha vissuto al 100% gli anni a cavallo tra gli 80 ed i 90, ed ha fatto un lavoro tipo barista, cuoco o PR. Allora ti ci identifichi al 100% (io ero un pizzaiolo), quegli strani locali bui e fumosi (che per legge o per destino non esistono più) dove trovavi sempre quelle strane facce. Sempre le stesse, in qualunque locale notturno, da Milano a Palermo. La magia della notte sta proprio qui, nel mettere nello stesso calderone persone completamente diverse, che di giorno non si sarebbero nemmeno rivolte un saluto. È il buio che avvolge tutto e rende tutto un po' più bello...

Penelope

Secondo me il miglior testo di Jovanotti. Nel nuovo millennio, che vede ricomparire le guerre di religione, le guerre ideologiche, quando la globalizzazione fa rinascere il confronto di civiltà, Lorenzo ci fa vedere come tutto sia relativo. Ci invita a guardare le cose con l'occhio dell'altro, a non dare nulla per scontato, ma proprio nulla. Della serie la dea più bella dell'Olimpo era strabica, il più grande musicista della storia, Beethoven, era sordo (par fin impossibile!), la bomba sexy Marylin Monroe non era alta e bionda, ma bassa e mora (tinta di biondo comunque). E prudenza anche a giudicare i vari eventi storici: il bacio di giuda è stato il bacio di chi tradisce o un grande gesto di fedeltà al progetto di Dio?, e santa Chiara (patrona di Italia assieme a San Francesco), quando si è liberata di tutte le sue ricchezze, è diventata povera o ancora più ricca? E poi la triste frase: e tutti quanti ballano nel ritmo giusto... ovvero: dal nostro punto di vista siamo tutti convinti di avere ragione! Questo tema è dominande in tutto l'album "buon sangue", basti pensare a Falla Girare "lo sai che i grandi calciatori hanno piedi storti" o a mani in alto "mani in alto il nome di Dio - di quale dio? del tuo o del mio?".

Barabba

Oggi abbiamo il tele voto! Abbiamo anche le libere elezioni, e, come disse qualcuno: Vox Populi Vox Dei. Non conosco il latino, ma credo voglia dire qualcosa del tipo: voce del popolo, voce di Dio. Insomma, quando qualcosa è il risultato di una consultazione, questo è insindacabile, perché il popolo quando si esprime non sbaglia mai. Ebbene, 2000 anni fa venne chiamato a raccolta per rispondere alla domanda: "chi volete libero? Gesù o Barabba?", per acclamazione popolare venne liberato Barabba. Ecco perché vi dico: non seguite mai stupidamente i leader e le masse, ma ragionate sempre con la vostra testa, altrimenti vi troverete altre volte e scegliere Barabba al posto di Gesù. Non è questione di idee, è questione di attivare il cervello. Ricordate Mussolini che dal balcone di piazza Venezia annunciava l'entrata in guerra difronte ad una folla esaltata? Ebbene, i fratelli di quelle persone erano a casa ad ascoltare la notizia per radio e, al sentirla, scoppio in lacrime e disperazione. Perché, a differenza della folla, non aveva spento il cervello. Bello, semplice, immediato!

Si va via

Chi non ci è passato non può capire. Vi ricordate le stragi del sabato sera? Come, ci sono tutt'ora? È vero, ed è un dramma. Anche un solo ragazzo a settimana morto in un incidente stradale è un dramma. Ma guardate le cifre degli anni '90. Una vera ecatombe. E non mi meraviglia: si beveva tantissimo anche quando si guidava, si facevano gare di velocità tra automobilisti, le strade erano oscene... e in tutto questo i controlli stradali semplicemente non esistevano! In ogni caso il peggio che ti potesse capitare era una multa da 200mila lire, 100 euro. Però ripeto: non succedeva mai perché non c'erano controlli. Ah, non dimenticate che allora non esistevano Airbag o ABS, mentre le cinture di sicurezza erano appena una novità. E non potevi nemmeno chiamare i soccorsi col cellulare, non esistevano! Se eri in grado di farlo ti trascinavi a suonare il campanello della casa più vicina. Grazie a Dio a quel tempo la gente ti apriva e ti dava una mano. Ecco a chi è dedicata questa canzone: a tutti i morti di quella inutile strage. Non c'è ne odio ne rabbia in questa canzone, solo compassione e l'invito a riflettere alle conseguenze prima di fare gli idioti al volante.

Gimme Five

È la canzone che ci ha fatto conoscere Lorenzo Cherubini, o meglio, che c'è lo ha fatto conoscere come cantante. Infatti Jovanotti era già famoso come Dj, sia in discoteca, ma, soprattutto, per le sue apparizioni in Radio DeeJay, dove, se ve lo andate a riascoltare, già si poteva intuire che questo giovane ragazzo aveva una marcia in più (magari un giorno dedico un post al Jovanotti Dj). Dunque, su testo in inglese più o meno maccheronico, c'è poco da dire. Indipendentemente dal senso delle singole frasi (quando hanno un senso) si riesce a percepire un messaggio del tipo: divertiti, divertiti al massimo, divertiti più che puoi, esaltati, ubriacati di rock, esaltati senza fare caso ai moralisti e senza pesare troppo (il contrario di quello che dirà in futuro). Ma ho messo questa canzone solo perché volevo spiegare il titolo. Era molto di moda tra i ragazzi degli anni 80 l'espressione "batti un 5". Era un modo di esaltarsi ogni volta che se ne faceva una di giusta o ci si doveva dare la carica. Un po' come i saluti rituali delle varie band di rapper americani. La differenza qui è che più semplice e non vuole essere una distinzione di specie. Jovanotti non ha fatto altro che tradurla in ingelse.

Vasco

Di sicuro non è il miglior testo di Jovanotti e non meriterebbe di stare qua. Lo ho voluto mettere perché rappresenta la svolta del cantautore dalla lingua inglese alla lingua italiana. La profondità dei testi però rimane la stessa: fare casino a tutti i costi, nulla più. Anche se, a fare da sfondo, resta sempre quell'ottimismo e quel credere nell'uomo e nella possibilità di salvarsi dell'uomo, che, con gli anni, diventerà il suo marchio di fabbrica. Interessante il dibattito che ne seguì dopo (incredibile vero? solo un mago come Jovanotti può far nascere un dibattito attorno ad un testo così apparentemente banale) per via della frase: "no Vasco io non ci casco", che per molti era un attacco al cantautore di Zocca. In realtà il senso era contrario: io non ci casco, non mi faccio fregare da questa società che mi vuol chiudere in gabbi. Questa canzone è un inno "per quelli come te e per quelli come me!". Prima di Sanremo Lorenzo la fece ascoltare allo stesso Vasco che la apprezzò molto. Ma questo non bastò a smorzare i toni della polemica. Ci pensò il tempo, che ci fece dimenticare velocemente l'esistenza di questo brano.

La mia moto

Dopo il clamoroso e discusso successo a Sanremo (quinto posto), Jovanotti è uscito col suo primo album in italiano, dal titolo la mia moto, che sarà anche il nome del primo estratto. La moto di Lorenzo è una splendida Harley Davidson che i fans gli avevano regalato in seguito ad una colletta (cosa che non ho mai condiviso). Perché una canzone dedicata alla moto? Cosa c'entra Jovanotti con una Harley, moto tipica dei Bykers? Perché in quegli anni moto era sinonimo di libertà, di vivere alla giornata. Innanzitutto costavano poco (non le Harley a dire il vero) e, quando andavi in vacanza con la moto, ti potevi portare dietro solo uno zainetto. Insomma, era un po il simbolo di chi amava l'avventura. Il paragone tra la moto e la fidanzata sta ad indicare come l'autore voglia vivere la love story con la stessa leggerezza con cui si fa un giro in moto.

Radio Baccano.

E solo il titolo richiama il mitico ritornello: radio baccano, mondo cristiano, indo, buddista, ebreo, musulmano...  Innanzitutto questa canzone ha anticipato di oltre vent'anni la moda delle collaborazioni. Nel brano infatti cantano assieme Jovanotti e Gianna Nannini, anzi, prima che qualcuno me lo faccia notare, è di quest'ultima il testo. Vero che il testo è della Nannini, ma tanto contaminato dalla filosofia del Jova, tanto che sospetto ci abbiano lavorato insieme. Lo dico perché emergono le anime dei due cantanti nel brano e, anche se di fatto contrapposte, si integrano perfettamente: l'anima rock di Gianna Nannini, che vuole urlare e distruggere il mondo, che vuole usare la musica come una bomba per dare una scossa ad una società che sta marcendo (ricordiamo che siamo negli anni di tangentopoli), mentre, dall'altra parte, l'animo positivo di Jovanotti, ecumenico (non ammette differenze tra le religioni) e che accetta la distruzione, ma per poi ricostruire secondo valori più sani. Ho un vago ricordo della grande performance al festival bar.



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