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Non sono una signora - Loredana Bertè

loredana berte canta non sono una signora
Loredana Bertè interpreta Ivano Fossati.

Un artista tanto geniale nella musica, quanto stravagante fuori dal palcoscenico. Questa canzone sembra quasi un'autobiografia: vorrei chiedere ad Ivano Fossati (autore del testo) se mentre la componeva pensava a Loredana Bertè o, addirittura, se abbia cercato di immedesimarsi in lei (e perché no? se non abbia collaborato l'interprete calabrese nella sua stesura). Come per tutti i testi del grande Fossati, il significato è alquanto criptico e, naturalmente, l'autore non ha fornito nessuna pista per la sua interpretazione, ragion per cui non ne esiste ancora una ufficiale. Meglio così, almeno ci possiamo divertire a tirare ad indovinare! So già le conseguenze di questo gioco: pesanti insulti tra i commenti. Non importa... il mondo funziona così: per uno che rema nella giusta direzione, altri 4 remano contro! Piuttosto aiutatemi a migliorarla, con suggerimenti, consigli, spiegazioni di frasi o nuove interpretazioni. In un precedente post su di una sua canzone è arrivao persino il contributo di una persona che aveva contribuito alla stesura del testo.
Il testo della canzone "non sono una signora" lo lascio a fine articolo. Qui voglio solo estrapolare qualche frase per cercare di dargli un senso compiuto. Ripeto, non esiste, o meglio, non ho trovato una spiegazione completa e convergente a 360 gradi. E non credo che ci arriverò mai senza la vostra collaborazione (come è avvenuto altre volte d'altronde).
Faremo finta che questa canzone sia un'autobiografia della stessa Loredana Bertè, anche se, ripeto, è stata scritta da Ivano Fossati. Insomma, immaginiamoci una Loredana versione cantautore.

Cosa significa "essere una signora" per Loredana Bertè

Dobbiamo capire chi è l'interprete! Tanto per cominciare chi era Loredana Bertè in quegli anni (parliamo del 1982)? In estrema sintesi: è una cantante di successo. È nata nel "profondo sud", Reggio Calabria per essere precisi, nel 1950, quando Reggio Calabria era davvero profondo sud! Ha girato l'Italia ed ha scelto come sua città adottiva Milano, che resta tutt'ora, secondo l'artista, la miglior città del mondo. Dunque una ragazza che è riuscita a prendere "l'ascensore sociale", che si è convertita da potenziale casalinga del sud, a star internazionale, con frequentazioni come Ivano Fossati o Andy Warhol (addirittura la famiglia Bush e Osama Bin Laden secondo alcune interviste). Quindi, per dirla in modo rozzo, è passata da "contadinotta" a "signora". Almeno secondo i comuni parametri di giudizio. Ha realizzato il sogno di tante bambine del sud. Sta anche per sposare il ricco e giovane rampollo di una delle più importanti famiglie italiane. Ma la Bertè non ci sta ad essere rinchiusa dentro questi banali clichè, e rinuncia ed essere etichettata come "una signora" in base ai parametri dettati dal comune pregiudizio. Detto in altre parole, rifiuta (come rifiuterà sempre nei fatti) di farsi ingabbiare dentro ai soliti luoghi comuni.

Fossati e la Bertè vanno oltre ai luoghi comuni

Troppo facile da fuori pensare che denaro e successo bastino a renderti felice e rispettabile, dentro e fuori dal palco. E allora vediamo se queste strofe prendono un significato:
La fretta del cuore
È già una novità
Che dietro un giornale sta
Cambiando opinioni
E il male del giorno
E' pochi chilometri a sud
Del mio ritorno
Del mio buongiorno
Qui si cerca di inquadrare la situazione: la fretta nel cuore, ovvero il matrimonio imminente, che spopola nei giornali. Anzi, questa novità sta facendo cambiare il giudizio che la stampa ha di lei, da ribelle a moglie. Ma tutto questo non cancella le sue origini meridionali, incompatibili con nuovo status.
Ma è un volo a planare
Dentro il peggiore Motel
Di questa "carretera"
Di questa vita-balera
È un volo a planare
Per essere inchiodati qui
Crocefissi al muro
Ma come ricordarlo ora
Il suo ritorno al sud è come planare dentro al peggiore Motel. Sembra che l'artista voglia rinnegare le suo origini. Oppure che gli stiano scomode. O che stiamo scomode alla stampa, o, semplicemente, che stridano col nuovo status. Essere crocifissi al muro è il dramma delle star, crocifisse al muro dalla stampa e dai fans. È possibile che in quel periodo qualche giornale avesse insistito sul contrasto tra le origini di lei e del suo compagno.
Non sono una signora
Una con tutte stelle nella vita
Non sono una signora
Ma una per cui la guerra non è mai
Finita
Oh no, ho no
Questo è molto semplice. Un invito a non credere alle apparenze patinate, la sua vita non è coronata di soli successi, è una donna che passa la sua esistenza in trincea, per conservare il posto che si è guadagnata.
Io che sono una foglia d'argento
Nata da un albero abbattuto qua
E che vorrebbe inseguire il vento
Ma che non ce la fa
Oh ma che brutta fatica
Cadere qualche metro in là
Dalla mia sventura
Dalla mia paura
Si torna a parlare delle origini. Non so se alle origini calabresi o origini popolari. Lei sta scalando la gradinata sociale, ma è fatica. Si dice che la mela non cada mai lontano dall'albero (la foglia in questo caso). E lei fa di tutto per prendere il vento e volare lontano, lontano dalle sue origini (che sono la sua paura e la sua sventura).
È un volo a planare
Per esser ricordati qui
Per non saper volare
Ma come ricordarlo ora

La difficoltà delle proprie origini.

E qui forse la confessione più difficile. Il non saper volare. Non c'è la fa. Ha preso effettivamente il volo, vuole cadere lontano dalle sue umili origini, ma la verità è che non sa volare ed ha paura, si sente incapace, impreparata, non è una signora, una che collezione successi su successi... solo stelle...
Grandissimo brano, grandissima musica e grandissimo testo, ma il tutto è reso immenso dall'immensa interpretazione di questo genio della musica italiana. Quanto mi piacerebbe sentir parlare meno Loredana Bertè relativamente al suo carattere e sentirne parlare ancora di più per la musica!

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