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Bandiera Bianca - Franco Battiato

franco battiato con gli occhiali da sole citati su bandiera bianca
Questo è il brano che, nel lontano 1981, ci ha fatto conoscere un giovane Franco Battiato. Poteva piacere come no, ma una  cosa era certa: questo ragazzo ne avrebbe fatta di strada! In questo LP l'autore si affaccia al rock progressivo, con risultati eccellenti e facilmente apprezzabili, ma, nello stesso tempo, sforna dei testi che definire criptici è dir poco! A volte, da giovane, arrivai a pensare che si trattasse solo di frasi senza senso, buttate li a caso. Ovviamente sbagliavo e, ad oggi, li considero tra i migliori del panorama musicale italiano.

Franco Battiato e le star degli anni 80.

Per comprendere appieno il significato di questa canzone ci dobbiamo calare nel periodo che va dalla fine degli anni '70 ai primi anni '80. Era da poco nato il divismo. Per divismo intendo quel fenomeno che ha portato alcune persone ad essere considerate delle star mondiali, non solo stimata, ma addirittura venerate dai fans. Il fenomeno è nato con Rodolfo Valentino negli anni del cinema muto, ma è tra gli anni 50 e 60 che prende chiaramente forma. In questi anni nascono star del cinema, come Marlon Brando, James Dean e Marilyn Monroe, star della musica, come Elvis, Bob Dylan, Chuck Berry e i Beatles, star della letteratura come Kerouac e Allen Ginsberg e anche star della politica, come Gandhi ed Ernesto Guevara.
Negli anni '70 poi il fenomeno prende dimensioni ancora più importanti. Nascono centinaia, forse migliaia di star, e, a farla da padrona, è sempre l'eccellenza (o almeno quasi sempre). Le arti raggiungono livelli sempre più raffinati e gli artisti (le star) sono persone che eccellono nel loro campo. Ma a questo punto avviene un cambio di direzione! Negli anni '80 il pop raggiunge il suo apice, e nascono star di tutti i tipi. A farla da padrone questa volta è la mediocrità. Artisti che diventano celebri per un motivetto commerciale o, addirittura, per una comparsata televisiva. Anche leggere le previsioni del tempo basta a trasformare una persona in una celebrità. Nell'81 la metamorfosi è in atto, ma pochi ne sono consapevoli. Per cui le nuove mediocri star conservano ancora quell'alone di saggezza e rispettabilità accumulata dai loro predecessori. È Battiato, nella sua grande sensibilità, ad avvertire per primo questo "squallido" fenomeno e vuole, con questa canzone, distruggere, o meglio, ridicolizzare, tutti i miti della sua epoca. Non fa distinzione tra i "meritevoli" e gli "opportunisti". Anzi, punta proprio a distruggere i "dinosauri" della sua generazione, chiunque essi siano. Vuole riportare ad esseri umani tutte le star e lo fa con una canzone indovinatissima. 

Interpretazione e significato del testo della canzone Bandiera Bianca

Si parte dal grande Bob Dylan (per altro ricorrente in moltissime canzoni di tutti questi decenni):
Mr. Tamburino non ho voglia di scherzare
rimettiamoci la maglia i tempi stanno per cambiare
Mister Tamburino è il nostro premio Nobel, che ottenne un grande successo con la canzone Mr Tamburine Man. I tempi stanno per cambiare è un riferimento al brano "the times they are a changing". Viene ridicolizzato dalla frase "rimettiamoci la maglia", quasi a voler intendere che sta cambiando il tempo, in senso meteorologico.
siamo figli delle stelle e pronipoti di sua maestà il denaro
E' un riferimento a "figli delle stelle" di Alan Sorrenti, che, con questo brano, ha abbandonato la strada della musica impegnata, per seguire un facile successo commerciale. Lo stesso Sorrenti farà un mea culpa col brano "desiderare è legge".
Per fortuna il mio razzismo non mi fa guardare
quei programmi demenziali con tribune elettorali
Qui dissacra la tribuna elettorale. Non dimentichiamoci che allora la politica era ancora una cosa seria e i politici vantavano ancora un certo rispetto. Erano "chei che i sa" (almeno qui a Pordenone). Oggi non servirebbe un Battiato per dire che i politici dicono cose demenziali, ma all'epoca fu certamente un forte provocazione.
e avete voglia di mettervi profumi e deodoranti
siete come sabbie mobili tirate giù
Negli anni ottanta nasceva il consumismo. Qui, ad essere attaccata, è la pubblicità.
C'è chi si mette degli occhiali da sole
per avere più carisma e sintomatico mistero
Qui c'è una certa dose di autoironia. Fa rifermento al suo nuovo look, che prevedeva gli occhiali da sole anche durante la notte. L'autoironia serve a prevenire atti di accusa, del tipo: cos'hai tu più di tutti gli altri da elevarti a giudice? Ti senti diverso dalle altre star? Mi ricorda un po' l'avvelenata di Guccini.
 uh com'è difficile restare padre quando i figli crescono e le mamme imbiancano
Un attacco ai patetici testi di Sanremo. Qui in particolare alla canzone "son tutte belle le mamme del mondo". Un testo banale quanto scontato. La risposta di Battiato è: e secondo voi i loro mariti sono contenti?
Quante squallide figure che attraversano il paese
com'è misera la vita negli abusi di potere 
L'attacco si estende dal mondo dell'arte al mondo della politica e dell'industria. Con una decina d'anni di anticipo, si comincia a parlare di corruzione!
Sul ponte sventola bandiera bianca
C'era già una canzone che si chiamava "Bandiera gialla" di Gianni Pettenati e un "Bandiera rossa", inno del partito comunista. Qui, sempre con autoironia, si sventola la bandiera bianca. L'uomo saggio che si arrende difronte alla mediocrità, all'ignoranza e alla corruzione del mondo che si sta preparando (e bisogna dire che ci aveva visto giusto, purtroppo!). La frase comunque è ispirata dal poeta Arnaldo Fusinato e dalla sua poesia "Ultime ore a Venezia", che parla della resa della serenissima repubblica all'esercito austriaco.
A Beethoven e Sinatra preferisco l'insalata
a Vivaldi l'uva passa che mi dà più calorie 
Ancora un affondo verso 3 mostri sacri della musica di ogni tempo.
uh! com'è difficile restare calmi e indifferenti
mentre tutti intorno fanno rumore
Un attacco alla rumorosa pop music, ma, più ancora a chi fa un sacco di rumore pur di farsi notare, dalle autoradio e le radio in spiaggia, a presunti artisti provocatori capaci di qualunque cosa pur di far parlare di se.
in quest'epoca di pazzi ci mancavano gli idioti dell'orrore
 Il cinema horror italiano, sotto la guida di figure come Mario Bava, Andrea Deodato e Dario Argento stava davanti a tutto il mondo, producendo una miriade di film, la maggior parte dei quali a basso costo. Vengono liquidati semplicemente come idioti. Dando così una mazzata anche alla presunzione italiana di essere primi nel mondo, e soprattutto davanti agli americani, in qualche cosa.
Ho sentito degli spari in una via del centro
quante stupide galline che si azzuffano per niente
Per fortuna nessuno aveva capito questa canzone, altrimenti questo passaggio avrebbe scatenato fortissime polemiche. Fa riferimento ai movimenti studenteschi degli anni 70, che sono culminati molto spesso in risse con le forze dell'ordine. Lui definisce tutti, studenti e poliziotti, come stupide galline.
minima immoralia
è un gioco di parola costruito attorno al titolo di un opera di Theodor Adorno, che si intotalava appunto "minima moralia". Il "sommerso soprattutto da immondizie musicali" fa ancora riferimento al pop degli anni 80 e alle meteore che si stavano affacciando al panorama italiano.
Per finire un riferimento a Jim Morrison, questa volta non per distruggerlo, ma per condividerne il pensiero:
The end
my only friend
this is the end
Questa è la fine mio unico amico, questa è la fine! La fine sotto tre aspetti: la fine del brano, la fine della società, ma anche la fine dei mostri sacri che lui stesso ha sancito.

Battiato geniale e profetico.

Cosa posso dire? Un testo assolutamente originale e, purtroppo, profetico. Grandi artisti sono stati in grado di parlare con leggerezza di argomenti profondi, qui Battiato sembra fare il contrario: parla in modo profondo di un argomento leggero (forse leggero, forse no).
Questa canzone ha venduto oltre un milione di copie ed è passata migliaia di volte nelle radio italiane (e non solo). Nonostante ciò resto convinto che sono una minima parte degli ascoltatori ne abbia colto il senso. Resta ancora una domanda: vale la pena chiedere all'ascoltatore un tale sforzo di comprensione per un significato così "debole"?


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