Davvero le canzoni d'amore devono avere per forza un genere maschile o femminile? Dove sta scritto? Si tratta di una caratteristica apparsa nei brani moderni?
Non è esattamente così, "amore che vieni amore che vai" di Fabrizio De André è di fine anni 60.
De André ha affrontato omosessualità e transessualità in un’epoca dove ancora non se ne parlava, ma l'amore è universale nella musica ancora prima che qualcuno iniziasse a scandalizzarsi di improbabili "nuove mode".
Da un genere all'altro: Tiziano Ferro
Tiziano Ferro: un sacco di volte nei media si è parlato di lui come cantante e come uomo, qualcuno lo ha anche offeso perché ha adottato dei figli essendo omosessuale, quando ha divorziato gli si sono buttati addosso come mosche; la gente davvero parla a vanvera. Eppure Tiziano è un gran professionista della musica, possano piacere o meno i suoi brani e testi.
Tiziano nel 2020 a Sanremo, prima edizione con Amadeus, ha portato una interpretazione spettacolare di "almeno tu nell’universo" celebre pezzo di Mia Martini: “per un cantante questo brano è un’operazione a cuore aperto!”, sono state le sue parole infatti a fine brano si è emozionato e ha pianto.
Una cosa però lascia perplessi di questa esibizione, perché Tiziano Ferro ha dichiarato: “è la prima volta che un uomo canta questo pezzo. L’ha detto lo stesso Lauzi che non può essere declinato al maschile, cambiando il genere da ‘tu che sei diverso’ a ‘diversa’ cade la rima con universo. Perciò tengo molto ad averla cantata io” (sottintendendo “che sono attratto dagli uomini”)? Questa è l'impressione che darebbe un discorso simile.
Va bene, Bruno Lauzi ha scritto il testo per Mia Martini! Ma quando canti una cover, perché dovresti guardare ilgenere dei protagonisti? Che senso ha?
“Dimmi che per sempre sarai sincero, e che mi amerai davvero”, non esistono regole secondo cui un uomo con una voce meritevole di eseguire questo brano non dovrebbe cantarlo solo per la mancata declinazione al femminile.
La stampa e i social vanno a nozze quando un artista contemporaneo canta senza declinare il destinatario in una canzone romantica; ma siamo sicuri che scommettere sui sentimenti di artisti e autori sia legato alla loro musica? Cerchiamo di analizzare un po' di brani dell'ultimo mezzo secolo. E oltre.
Nel blu, dipinto di blu – Domenico Modugno – 1958
Conosciuta come “Volare”, non ha bisogno di presentazioni; è forse la canzone italiana più famosa al mondo.
Amore senza genere? Vero solo in parte, perché dice così: "venivo dal vento rapito e incominciavo a volare nel cielo infinito"...
“Rapito” è l’unico aggettivo che viene declinato, concorda con “cielo infinito” ma il genere del protagonista non è affatto rilevante per il sogno che sta raccontando.
Il pezzo è scritto da due uomini (Domenico Modugno e Franco Migliacci), interpretato da Modugno stesso in origine ma ha avuto decine di versioni nel corso degli anni. Comprese Malika Ayane ed Emma Marrone.
La stessa Emma, con posizioni talvolta estreme in materia di femminismo, ha cantato “rapito” senza batter ciglio, così come Malika Ayane la cui versione è anche stata messa come sottofondo nei voli dell’ex compagnia aerea Alitalia.
Dedicare “volare” a un uomo a una donna o una persona trans, ecc… non fa differenza.
Il cielo in una stanza, Gino Paoli - 1960
Scritta da Gino Paoli, portata al successo da Mina, descrive il piacere di due persone che si amano come qualcosa di inafferrabile, che fa sparire i confini della realtà facendoci raggiungere il cielo.
Il soffitto viola era un riferimento a un luogo in cui Gino Paoli è stato intimo con una specifica donna, ma nessun genere dei personaggi o ambiente preciso è esplicitamente raccontato. Perché il piacere è inafferrabile e universale. Occasionale o romantico che sia.
Mille giorni di te e di me, Claudio Baglioni, 1990
Questa canzone è una sorpresa perché Baglioni ha sempre cantato l’amore uomo-donna.
Anche qui il riferimento è maschile “…dolente mi levai imputato alzatevi” … “e una storia va a pu...ne, sapessi andarci io”.
Ma “imputato” è un termine generico e la parola “andare a pu...ne” è una metafora. Andare in cerca di contatti mercenari (o metaforicamente di guai), ma soprattutto “mi facessi io male senza distruggere la nostra storia”.
Maninni, Spettacolare – 2024
Sanremo 2024, è arrivato un cantante giovane, pugliese. Alessio Maninni con un brano d’amore che non include il genere, anzi qualcuno potrebbe anche ipotizzare sia dedicato alle coppie dello stesso sesso perché dice “abbracciami abbracciami che è normale, stringerti forte è spettacolare”…
Chi è malizioso pensi ciò che vuole, ma può essere una dedica a chi si vergogna ad abbracciarsi in pubblico.
Perché no, Lucio Battisti - 1978
Pubblicata nell'album “Una donna per amico”, “Perché no” descrive la quotidianità di una coppia innamorata che vive giorni spensierati in città e fuori.
Uno dei molti testi celebri di Battisti e Mogol, a cui spesso viene attribuita l’appartenenza politica a destra, diceria smontata più volte.
Fatto sta che questo brano può tranquillamente essere dedicato a una coppia dello stesso sesso. “Perché no?”
Massimo Di Cataldo, se adesso te ne vai - 1996
“Se adesso te ne vai”, forse una delle più famose tra le canzoni dell’artista.
Massimo Di Cataldo racconta le sensazioni provate da una persona che viene lasciata dal suo amore di lunga durata (convivente?)
Un testo che può funzionare per relazioni etero e omosessuali indistintamente, perché nei versi non viene specificata alcuna desinenza di genere.
L’unica declinazione è nella parola “qualcuno”, che però si configura tranquillamente come pronome neutro:
"...tutto cambierà, già qualcuno aspetta per portarti via di qua..."
Questa è una canzone che descrive il dolore misto a rancore di quando hai un partner che ti lascia per un altro.
Dello stesso album, “Anime” uscito nel 1996, Massimo Di Cataldo ha inciso un altro brano famoso che quell’estate passava in tutte le radio: "con il cuore", in cui molte coppie innamorate hanno sognato senza mai far caso al genere dei personaggi.
Ivana Spagna, come il cielo - 1995
"Cerco un po' d'amore... qualcuno che mi faccia un po' ballare..."
“Qualcuno”, come “nessuno”, è declinabile ma quando è collettivo, è neutro: c’è nessuno? Ho bisogno di qualcuno a darmi un aiuto. Cerco qualcuno in grado di amarmi. Ecco.
Era il 1995 e Spagna ha avuto quel periodo in cui, dopo il successo coi brani in inglese anni 80, si è messa a cantare in italiano con una serie di canzoni malinconiche su amori finiti.
Ivana Spagna, Gente come noi - 1995
Questo brano è stato presentato al festival di Sanremo 1995 e, anche qui, c’è l’uso del pronome “qualcuno” ma non viene specificato il genere.
"...Se ami quello che non c'è, se ami qualcuno che non c'è, non buttarlo via, qualcuno ne morirà..."
Questa poi è stata presa di mira perché considerata simile a “last Christmas” degli Wham, ma è un’altra storia.
Il brano descrive due persone rimaste in buoni rapporti anche dopo la fine di una storia, situazione che può accadere in una coppia etero, omosessuale, qualunque. Non ha alcuna importanza e Spagna l’ha capito.
Ivana Spagna, io penso a te - 1996
Sanremo 1996. Canzone malinconica su un amore finito e la persona che si ritrova sola in una casa vuota.
“Penso a te, con la voglia di averti vicino”. Questo termine potrebbe essere considerato come declinato al maschile ambiguo come “qualcuno”, tuttavia “vicino” è un avverbio di luogo.
“Con la voglia di avere te vicino a me, il tuo corpo vicino al mio, insomma ci siamo capiti.
Nel caso specifico il sinonimo “accanto” è inutilizzabile perché avrebbe vanificato la rima col verso successivo, che termina con "cuscino".
Fra l’altro, questo brano pone altri dubbi oltre al genere dei personaggi: storia finita perché “il grande amore” se n’è andato di casa, ma potrebbe essere anche morto.
"Il tuo nome nella mia preghiera ... intorno a me solo silenzio ... un buio che mi fa paura..."
Modà, come un pittore - 2011
Una bellissima canzone che trasforma l’amore in metafore visive e paragona le sensazioni ai colori della natura.
Non c’è riferimento al genere, a parte un verso in cui dice “farò in modo di arrivare dritto al cuore” ma “dritto” è un termine generico come “qualcuno”, alla fine nessuno si scandalizza se la canta un uomo verso un pubblico variegato.
Max Pezzali, un'estate ci salverà - 2017
In questo brano estivo, l’ex cantante degli 883 ha confezionato una bella canzone positiva inno all’estate e all’amore. Per cui, il genere, non c’è!
"Un’estate ci salverà, dalle cene con i tuoi, dai mondiali e dagli europei, dagli inverni che non passano mai."
Liberi di interpretare “un’estate ci salverà dalle cene con i tuoi, dai mondiali e dagli europei” come stereotipo maschile o etero.
Inconsapevolmente, Max Pezzali nella canzone mette a tacere ogni chiacchiera superflua: "senza le paranoie, resteremo soli un po', perché non ci sono alternative all'amore che non ha risposte"...
Lo stesso artista ha pubblicato anche "una canzone d'amore", uscita nel 1995 nel disco “la donna il sogno & il grande incubo” anche questa non declina il genere dei protagonisti, e neanche serve spiegarla perché ha un testo semplicissimo da amori adolescenziali.
Conclusione
Chi sente il bisogno di modificare la declinazione anche a costo di stravolgere completamente i testi, dovrebbe chiarire se interpretare dei versi declinati nel genere opposto al proprio, gli cambia l’orientamento sessuale.
Non succede, non è mai successo. E non succederà. Alcune canzoni sono tranquillamente trasferibili, altre no, e va bene così.
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