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Festival di Sanremo 2018 - Presentatori e BIG

Claudio Baglioni presenta il festival di Sanremo 2018
Ricomincio a postare sul blog partendo con un fuori tema: il 68esimo festival della canzone leggera italiana di Sanremo(A proposito, sbaglio o la parola "leggera" è sparita dalla dicitura?). Prima che si scatenino le polemiche vi avviso: in questo post intendo "pontificare". Mi sono eletto a massimo esperto/saccente di musica, morale e tuttologia e mi metto a sparare giudizi su tutti quanti! Quindi: se la cosa vi da fastidio cambiate indirizzo ed evitate inutili commenti in calce!!! PS: ricordatevi che stiamo solo giocando! Se vi interessano le cose serie andata da un'altra parte.

Partiamo dal presentatore: Claudio Baglioni.

Qui in Italia stiamo diventando maghi del riciclaggio. Nella differenziata stiamo raggiungendo livelli d'eccellenza! Non solo in fatto di spazzatura. Ci sono un sacco di artisti che si riciclano in altri mestieri. Critici d'arte che diventano opinionisti, giornalisti che diventano politologi, GFini che diventano tottologi, ecc ecc. Quella del cantante che si trasforma in presentatore non è una novità. Lo hanno già fatto in molti, una volta passata l'onda. Serve ad avere comunque un mestiere, a mantenere vivo il flusso di soldi nel conto corrente ed anche a farci ricordare di noi come cantanti e quindi a far vendere qualche disco in più. Uno dei casi più recenti è stato pupo, ma in passato qualcosa di simile lo avevano fatto anche Claudio Villa, Massimo Ranieri e Celentano. Baglioni rispetto ai nomi sopracitati ha una marcia in più: non sta simpatico a tutti, e questo è un valore aggiunto! L'antipatia genera dibattiti, e quindi visibilità e pubblicità, e non possiamo nemmeno escludere che qualche detrattore guardi il festival solo nella speranza di vederlo fare qualche gaffe... e così, nel bene o nel male, l'odiens continua a salire! Io sono uno di quelli a cui non sta simpatico. Simpatie a parte, credo che questa scelta rappresenti una resa prima ancora di cominciare. In questi ultimi anni la musica italiana ha subito una vera e propria rivoluzione, mai come negli ultimi 3-4 anni c'è stato un cambiamento, forse nel 68! Non voglio dire che il cambiamento sia in meglio, anzi, personalmente credo ci sia un crollo della qualità!!!! Resto però innegabile che i vari Rovazzi, Fedez, Sfera e basta e Fibra abbiano dato il via ad un nuovo fenomeno. Fenomeno che non si limita ad un nuovo genere si suono, ma anche a nuovi testi, nuovi metodi di comunicazione, nuovi valori, ...
Con la scelta di Baglioni come presentatore il festival di Sanremo ha scelto, come sempre, di non rinnovarsi, di restare in attesa. Ricordo che Baglioni è sia presentatore che direttore artistico. Questo festival è tutto meno che un laboratorio musicale. Ci si limita a prendere atto del cambiamento 10 anni più tardi. Magari nel 2040 il festival lo presenterà il "solito" Rovazzi, e qualcuno come me lamenterà che il festival è sempre in ritardo. Comunque coraggio Claudio: sono curioso di vedere come te la caverai.

"Aiutanti al pezzo" Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino.

Solo le solite figure "inutili" del festival di Sanremo abilmente "inventate" da quel mago di Pippo Baudo. Di solito il loro scopo è quello di accendere dibattiti sul loro eccessivo cachet...

I DECIBEL

I decibel ritornano al festival di Sanremo
Anche se non sono un grande fan di Enrico Ruggeri li ho visti 2 volte in concerto la scorsa estate. Quello che apprezzo di Ruggeri è che sembra avere (e probabilmente ha davvero) un vera e sincera passione per la musica in generale e per il rock in particolare. Il suo unico limite è che, se nello scrivere canzoni melodiche è un mago, proprio nel rock ha alcuni limiti. Ciononostante una carriere di grandi successi in campo musicale e non solo, gli consente di poter soddisfare anche questo capriccio (non ha bisogno di andare alla ricerca di soldi o consenso).
Quindi, premessa la grande stima che ho per l'uomo e per il musicista melodico, contesto la scelta di Baglioni di averlo tra i suoi.  I Decibel sono un fenomeno rock vecchio di trent'anni, che merita stima e rispetto, ma non un posto a Sanremo 2018, dove vorrei vedere novità musicali e personaggi titanici che sono rimasti sempre sulla cresta dell'onda. Poteva essere una buona scelta come ospite!

Elio e le storie tese

Mi vanto di averli scoperti io negli anni 80 :), nei tempi in cui la musica si diffondeva per tutto lo stivale copiandosi di cassetta in cassetta. Di diffusione via WEB non si sapeva nemmeno di cosa si trattasse. Un gruppo che aveva fatto una precisa scelta di restare fuori dai circuiti commerciali, per essere libero di fare ciò che gli piaceva.
Poi il primo ingresso a Sanremo, che apprezzai. Non si trattò di un voltagabbana, ma di un gioco. Si sono divertiti a fare Sanremo. E con la stessa curiosità Elio è approdato anche ai talent. Peccato che ormai, senza rendersene conto, Elio sia diventato proprio questo: un personaggio da talent. Lentamente il vecchio Elio è scomparso ed ha lasciato il posto ad un cantante che passa la sua vita tra talent, comparsate televisive e, naturalmente, Sanremo. Mi aspetto solo di vederlo sull'isola dei famosi. Peccato, un po' mi manca il vecchio ribelle. Dimenticavo: si presentano col brano "Arrivederci". Ancora una nota: si vociferava che fossero loro i veri vincitori del festival di Sanremo del '96.

Luca Barbarossa

Ha commosso l'Italia presentando a Sanremo "l'amore rubato" ed è tornato per vincere con "portami a ballare" (mamma mia!!! sono passati 25 anni). Oggi ci riprova con "passami er sale". Un artista emerso nei primissimi anni 80, considerato rock. Rock per il ritmo delle canzoni ed anche per i testi molto impegnati. Molti suoi brani sono diventati degli evergreen, primo fra tutti "Roma spogliata". Da buon allievo di De Gregori e Venditti si era sempre tenuto alla larga dai circuiti canonici. Purtroppo sta diventando uno di quei fenomeni da Sanremo, un po' come i Ricchi e Poveri, Ranieri, ... Peccato per un artista che ha dato tanto. A volte penso se abbia senso che un musicista con quasi 40 anni di carriera, già vincitore di Sanremo, debba tornare per confrontarsi con dei ragazzini usciti dai talent. Lo dico per il festival e anche per loro. Un Barbarossa lo vedrei bene come ospite, come partecipante si sta svalutando... purtroppo la dura legge del marketing ci impone di comparire!!! In bocca la lupo comunque, spero che tu riesca ancora a sorprenderci!

Mario Biondi

Soprannominato il Barry White italiano, ho avuto la fortuna di vederlo in concerto l'estate del 2016. Si dice che abbia una voce così calda da poter lasciare incinta una donna! Si, non ne dubito, ma non basta! Mi facevo due domande: la prima, a cosa serve un Barry White italiano se c'è ne già uno straniero? La seconda considerazione era sul fatto che non basta avere la voce, ma bisogna anche coltivare i propri talenti. Vidi un grande potenziale vocale associato ad un interpretazione mediocre. Quello che vorrei vedere in questo Festival di Sanremo 2018 è un Barry White interpreta in maniera eccellente una bella canzone, non un mediocre Karaoke di Barry White. Mario: non crogiolarti sugli allori! La natura ti ha fornito una voce capace di impressionare chi ti ascolta, non accontentarti: lavora per migliorarti, come hanno fatto prima di te altri fenomeni, come Pavarotti, Frank Sinatra, Iglesias e lo stesso Barry White.

Red Canzian

"Largo ai giovani!!!". Quante volte lo ripetiamo in Italia? Credo sia un modo di lavarsi la coscienza, un modo di sottolineare che l'Italia va in un'altra direzione malgrado la nostra volontà. Ma la verità è che siamo un paese a cui piacciono i vecchi, il già visto, il solito. Ci piacciono le certezze. Come diceva la canzone? Per quest'anno non cambiare, stessa spiaggia stesso mare... E questo vale per tutto. Che Sanremo sarebbe senza i vecchi leoni? Un Albano, un Cutugno o "un" Ricchi e Poveri ci vuole per forza! Oggi è la volta di Red Canzian. L'ex I-Pooh è certamente uno dei nomi più importanti della musica Italiana. Un nome che ha fatto storia, un nome che merita rispetto. Ma perché, una volta sciolta la vecchia band, è tornato a Sanremo? Che senso ha? Una disperata voglia di pubblico? Di successo? Il voler utilizzare una facile scorciatoia per promuoversi come solista? È chiaro che un nome come il suo ha un posto di diritto al festival della canzone leggera italiana, ma contribuisce a dare la sensazione che questo festival un trampolino per artisti in cerca di una seconda possibilità!

Le Vibrazioni

Le vibrazioni si presentano col brano "Così Sbagliato".

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