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Sogni Infranti - Gianluca Grignani, Sanremo 2015

Gianluca Grignani canta Sogni Infranti a Sanremo
L'autobiografia di Grignani.

Gianluca Grigani ci riprova, e si presenta a questo Sanremo 2015 con un testo fortemente autobiografico dal titolo: "Sogni Infranti".
Si è parlato parecchio della situazione in cui versa l'artista che, a detta di molti, è troppo dedito all'alcool. Alcuni video presenti su youtube sembrano confermare tale ipotesi. Se non guardiamo la carriera umana del grande artista non ci è difficile dare una spiegazione al titolo della canzone: un giovane ventenne raggiunge il successo con un album meraviglioso, con pezzi di pregio come "falco a metà" e "la mia storia tra le dita", un successo che significa soldi, donne, popolarità, in altre parole la realizzazione dei sogni di un adolescente. Da li in poi tanti album, di cui si ricordano pochi exploit, come nel caso di "ti raserò l'aiuola". Un brano piacevole e ballabile, ma che è ben lungi da raggiungere il successo di critica e pubblico ottenuto con il primo lavoro. Pedro Almodovar diceva che il successo non ha odore, e dopo un po' non ti accorgi nemmeno che esista. Ma peggio ancora, aggiungo io, è perdere il successo. E li cominciano i tempi buoi, i sogni infranti per l'appunto. Ognuno reagisce a suo modo: qualcuno si è fatto una nuova vita, qualcuno si è rovinato al casino, altri si sono abbassati a qualunque livello pur di ottenere una comparsata televisiva, altri si sono messi d'impegno ed hanno provato a fare materiale di qualità, rinunciando ai bagni di folla e a cachet milionari.
A questa fase della sua vita, la fase calante, Grignani dedica questo testo e, lascia intendere, di voler passare nel novero di coloro i quali, indipendentemente dal successo commerciale, hanno deciso di lavorare per la musica, cercando di produrre materiale di alto spessore artistico (mi viene in mente Sergio Caputo che dai tempi di Sabato Italiano si è messo a creare un ottimo Jazz, rimpiazzando il successo commerciale con il piacere di produrre buona musica). 
Il testo lo riportiamo di seguito, ma per comprenderne appieno il significato è bene chiarire alcune cose.

Lei è la musica.

Spesso parla di lei, sempre un po leggera ed a un passo da me. Lei è la musica, la musica leggera che lo ha portato al successo, ma che ora lo ha abbandonato, ma che è ad un passo da lui. Basta uno sforzo per riconquistarla. La musica che non vuole perdere. La musica che vuole sempre vicino. La musica a cui chiede di non essere abbandonato.

L'amore è un fiore che non conosce inverno.

L'amore per la musica. Non per una donna, e nemmeno per i soldi o il successo. Una vera passione dura tutta la vita, e non dipende dal botteghino. Lui ama fare musica e, questo amore, non finirà nemmeno nei momenti di insuccesso, e continuerà a donargli gioia, anche in un mondo di ragnatele.

Non me ne vado.

Sapessi quello che ho sentito... ma non me ne vado. Ovvero non abbandono la musica, quel fiume blue, malgrado senta un sacco di persone dire che sono finito. Lo faccio perché la musica è per me un piacere, non una professione.

Significato del testo.

Insomma, si tratta di una presa di coscienza della propria condizione. Di un "credo" verso la musica e del proposito di continuare a vivere per essa, malgrado le dicerie, le malelingue e gli insuccessi. La musica che lo ha portato al successo, alla disperazione e che, adesso, dovrà diventare la sua salvezza. In bocca al lupo Grignani.

Sogni Infranti - Testo.

L'amore è un fiore che se nasce non conosce inverno ed io ci credo
Ma credo anche a questo caos che diventa inferno perché lo vedo
Ormai è un po' che guardo con freddezza e con distanza
L'informazione e lo show che fan la stessa danza
E quando è sera non ci riesco ma vorrei uscire da questo quadro
E aspetto il giorno che sciolga i pensieri e la musica
Che è sempre un po' più leggera e ad un passo da me... lei è
Ma io se solo io fossi Dio
Avrei un sentimento anche io come gli altri
Uomini o santi ingannati dai tanti
Sogni infranti
Sapessi per le strade quello che ho sentito dire ma non me ne vado
Perché un azzurro fiume scende da quelle colline e non è un caso
Che dentro a questa noia la città è assorta
Lo stato come piombo si sopporta
I ragni fanno i nidi sulle tue rovine come su un ramo
Fortuna c'è lei che mi dona bellezza dagli occhi suoi
Non voglio mai più sentirla lontana
Me se solo io fossi Dio
Avrei un sentimento anche io come gli altri
Uomini o santi ingannati dai troppi sogni infranti
Sto qui anche se non mi senti
Sto qui sai
Sto qui in mezzo a quella gente
Che non molla mai sto qui, sto qui, sto qui, sai
Ma io se solo io fossi Dio avrei
Un sentimento anche io
Come gli altri uomini o santi ingannati dai tanti
Sogni infranti
Sì se io se solo io fossi Dio tornerei
Indietro nel tempo a cancellare le rughe
Dai tuoi occhi stanchi a ricucire per tanti
Questi anni questi inganni questi nostro sogni infranti.

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