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Sballi ravvicinati del terzo tipo - Vasco Rossi

sballi ravvicinati del terzo tipo di vasco rossi

Tutto Vasco Rossi in una canzone

Premessa: rileggendo il testo mi sono accorto di non aver specificato una cosa importante: qual'è il significato del titolo di questa canzone? In realtà il titolo è la storpiatura del titolo di un film di straordinario successo di quegli anni: "Incontri ravvicinati del terzo tipo" di Steven Spielberg.
In questo testo c'è tutto Vasco Rossi. Non è il suo testo più bello e nemmeno il mio preferito, ma in queste parole viene magistralmente sintetizzato tutto il pensiero del Komandante. Lo potremmo definire un un capolavoro di sintesi e, tutto sommato, è anche di facile comprensione.

Il contesto di "Sballi ravvicinati del terzo tipo"

I primi versi di Sballi ravvicinati del terzo tipo hanno lo scopo di inquadrare la situazione, il contesto in cui si sviluppano gli eventi. E non lo fa descrivendo lo scenario, ma quello che sta accadendo:
E centomila occhi si voltarono
a guardare il cielo
con un sospiro leggero,
da quella parte sì, è da quella parte che
sarebbero venuti loro
l'aveva detto il vecchio pazzo
che abitava il monte
nessuno aveva dubitato
delle sue parole
avevano bisogno di loro
sarebbero venuti in volo.

Chi sono i centomila occhi e chi è il vecchio pazzo?

I centomila sono i popoli, poco importa se parliamo di nazioni, generazioni, villaggi, categorie o altro. E' un grande gruppo di persone. Cosa aspettano? La salvezza. La soluzione di tutti i loro problemi. Quali problemi? Decidetelo voi. Risolvere la crisi economica? Risolvere la propria crisi personale? Salvarci dalla perdita di valori? Non importa, il vecchio pazzo ha detto che stavano arrivando per aiutarci a risolvere i nostri problemi. Ma chi è il vecchio pazzo? Berlusconi? Il Vaticano? L'assicuratore? Il millantatore di turno? Anche qui ogni risposta è valida. Ma chi sta arrivando? Dio? Napoleone? Gandhi? Vanna Marchi? Ancora una volta fate voi.
Ponete però attenzione all'associazione vecchio pazzo -> sarebbero venuti in volo. Si tratta di avere fede in qualcuno che ci propone una tesi improbabile.
E centomila cuori cominciarono
a sondare il cielo
con un sospiro leggero
da quella parte sì, è da quella parte
che sarebbero venuti loro
non c'era che aspettare fino all'alba
con pazienza e rassegnazione
avrebbero risolto tutto quanto loro
senza fare il minimo rumore
avevano bisogno di loro
sarebbero venuti in volo.

Vasco Rossi e la fede

La fede cieca e incrollabile. La fiducia che persiste anche di fronte all'evidenza, anche quando le promesse vengono sistematicamente deluse. Ma, d'altronde, non esiste soluzione, perché solo loro possono risolvere tutto e loro risolveranno tutto. E senza fare il minimo rumore! Come dire, non ci verrà richiesto nessuno sforzo! Anche qui, la visione di Vasco Rossi è addirittura profetica: quanti politici sono venuti negli anni successivi, promettendo che avrebbero risolto tutti i problemi del paese con il loro solo carisma. Che bello no? A me hanno sempre detto che le conquiste richiedono impegno e dedizione, a volte anche sacrificio. Poi arriva uno che ti dice: non è vero, dammi fiducia e faccio tutto io. Non è raro che il Blasco parli di Dio nelle sue canzoni, lo fa spesso e in tono diverso. La sua visione di Dio è cambiata spesso negli anni. Ho scritto un post in proposito di Vasco e Dio.
E centomila mani cominciarono
ad alzarsi verso il cielo
si stava già facendo giorno
e non era arrivato nessuno.
Non si poteva, più, aspettare invano
qualcuno già diceva
che non esistevano nemmeno.......
........dovevano fare da loro,
fu allora che presero...
...il volo...

La solitudine del Vasco e la forza in noi stessi

Come tutte le illusioni, primo o poi ci si deve arrendere all'evidenza. La frase più forte è proprio: "dovevano fare da loro". In altre parole: non c'è nessun Dio che ti viene a salvare, ti devi arrangiare. Messaggio ripetuto quasi ossessivamente dalla Rock Star negli album successivi. La solitudine e la necessità di doversi risolvere da solo i propri problemi, senza aspettarsi aiuto da nessuno. Poi un rarissimo "fu allora che presero il volo". Dico rarissimo perché il pessimismo è dominante nei testi del Blasco. Questa volta c'è un finale positivo. Ovviamente positivo a suo modo. La morale non sta nel fatto che gli UFO esistano e vengano a salvarci, ma che, se ti rimbocchi le maniche, ti puoi salvare da anche da solo. Anzi, solo da soli ci si può salvare, perché nessuno ti aiuta mai a questo mondo. Si tratta comunque di un concetto molto ottimista, rispetto agli altri del autore. Bene, adesso ascoltatevi tutte le canzoni successive a questa (fatta eccezione per le canzoni d'amore) e scoprirete che tutti i testi girano attorno a quest'argomento. 
Ecco perché malgrado le premesse (non è ne il miglior testo ne il mio preferito) ritengo che sia il suo lavoro più importante.

Ancora sul titolo "sballi ravvicinati del terzo tipo".

Perché il titolo è geniale? Perché riassume due concetti: la fede nell'assurdo (gli UFO) e la condizione alterata dei fedeli. Insomma, siamo come un mandria di persone sotto l'effetto dell'LSD che attende che arrivi un extraterrestre a salvarci. C'è tanto cinismo in questo.

Commenti

  1. La canzone che segue sballi è valium,sballi parla del popolo della notte dei cocainomani che aspettano lo spacciatore,e poi si ritrovano a fare da loro e ci riescono tornando a casa scoppiati senza coca ma con l'unico rimedio gratis per dormire,il valuim appunto che da 10 goccie arriva a 100 per calmare l'adrenalina della coca e cercare di dormire un pochino ( esperienza vissta dal sottoscritto negli anni 90)

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  2. Guarda che parla molto evidentemente dell'attesa di extraterrestri. Fu scritta sull'onda emozionale del film di Spielberg, parafrasandone addirittura il titolo. Più chiaro di così....

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