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Visualizzazione dei post da Maggio, 2013

Un giudice - Fabrizio de Andrè

Spiegare il significato del testo di una canzone di Fabrizio de Andrè mette sempre in soggezione, per l'altissimo livello dell'autore, ma, anche, perchè spesso le canzoni del genio genovese non c'è l'hanno. Una cosa è certa, non hanno mai una morale! Con il brano "un giudice" l'autore, ancora una volta, scava dentro l'animo della gente, ne descrive i sentimenti più profondi e li colloca dentro la società. Vediamo di capire: intanto il nano in questione non è necessariamente un nano dal punto di vista della statura. È semplicemente una persona disgraziata, uno dei tanti disgraziati che da piccolo viene preso in giro e sbeffeggiato da tutti. Potrebbe essere anche un grassone, un brufoloso, un poveraccio malvestito o semplicemente un brutto o un balbuziente. Uno di quei poveretti che tutti abbiamo avuto come compagno di classe.

Sballi ravvicinati del terzo tipo - Vasco Rossi

In questo testo c'è tutto Vasco Rossi. Non è il più bello e nemmeno il mio preferito, ma in queste parole viene magistralmente sintetizzato tutto il pensiero del Komandante. Trattasi di un capolavoro di sintesi e, tutto sommato, anche di facile comprensione.

I primi versi ci danno un'idea chiara della situazione:
E centomila occhi si voltarono
a guardare il cielo
con un sospiro leggero,
da quella parte sì, è da quella parte che
sarebbero venuti loro
l'aveva detto il vecchio pazzo
che abitava il monte
nessuno aveva dubitato
delle sue parole
avevano bisogno di loro
sarebbero venuti in volo.