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Sanremo 2013 - Elio e le storie tese - la canzone monotona

Elio e le storie tese alle 63esima edizione del festival di sanremo
Elio non delude mai. Quando c'è lui sai che ti devi aspettare sempre qualcosa di unico, e fino ad'ora non ha mai deluso. Questo è l'anno della canzone monotona, forse la migliore tra quelle che la band ha portato al festival, almeno come testo. Gli è valsa, come tutte le volte, il secondo posto. Perchè secondo? Perchè è stato il migliore, ma nessun direttore del festival se la sentirebbe di dargli il titolo di vincitore assoluto. Non sono mai abbastanza scontati, virtuosi o patetici. In una parola "non sono sanremesi". Le polemiche fanno bene prima che vengono accesi i riflettori, ma finito l'evento, è meglio che si spengano nel minor tempo possibile.

Capire il testo? Non è difficile, basta stare attenti, perchè con la loro comicità e apparente banalità, nascondono un significato più importante. Non uso la parola profondo, perchè non lo è, ma uno dei fili conduttori dei loro brani è proprio questo: le cose importanti sono le cose semplici, che abbiamo sempre a portata di mano, quello che conta e rendercene conto.
Questa volta il gruppo parla della canzone monotona. La canzone è la canzone della nostra vita. Siamo attratti dai modelli di Hollywood, e sembra che una vita abbia ragione di essere vissuta solo se accompagnata da eventi avvincenti, dal successo, dai soldi, da un lavoro di responsabilità, da numerose amanti e da un sacco di altre cose straordinarie. E, alla continua ricerca di questa "melodia composita Gremita di arzigogoli rarissimi", non ci accorgiamo dell'unica cosa (unica nota) che conta veramente! Cosa sia questa nota Elio non ce lo spiega. Ognuno di noi se la deve trovare. 
Capito questo il testo della canzone diventa facilmente comprensibile, lo riporto di seguito. Riguardo alla presenza di Rocco Siffreddi che dire? Mah, certo si tratta di una provocazione, ma sinceramente un po' ammuffita. Si è trattato di rispolverare un vecchio arnese recuperato in soffitta, emerso dal cinema porno, e ormai troppo riciclato, persino dalla pubblicità delle patatine...
Condurre un’esistenza di sforzi
Tallonando la chimera di una melodia composita
Gremita di arzigogoli rarissimi
Che poi alla fine scopri
Che ti mancava quella nota sola
Bellissima
Che sciocco non aver pensato prima
Alla canzone mononota
Una canzone poco nota
Che si fa con una nota
E quella nota è questa
E’ la canzone mononota
Puoi cambiare il ritmo
Puoi cambiare la velocità
Puoi cambiare l’atmosfera
Puoi cambiare gli accordi
La puoi fare maggiore, minore, eccedente, diminuita
Puoi cambiare il cantante
Puoi cambiare l’argomento
Puoi cantarla da solo
Puoi cantarla tutti insieme con il coro
Puoi farla fare all’orchestra
Mentre ti prendi una pausetta
Puoi cambiare la lingua
For example you can sing it in english
Auf Deutsch, en francais, en espanol,
In cinese: “unci, dunci, trinci…”
Quante cose che puoi fare
Senza cambiare la nota!
Puoi cambiare l’ottava
Puoi cantare all’ottava bassa
Puoi far finta che sia finita
Ma se non sei in grado neanche
Di cantare la canzone mononota
Ti consigliamo di abbandonare il tuo sogno di cantante
Se sei un cantante virtuoso
Stai attento
Che qui basta che fai: “aaah”
E sei fuori
La canzone mononota
Che non scende a compromessi
E se lo fa il compromesso è piccolo
Tipo questo
La canzone mononota
Ha avuto i suoi antesignani
Uno su tutti: Rossini, Bob Dylan, Tintarella di Luna
E’ anche facile da fischiettare
Democratica, osteggiata dalle dittature
Fateci caso: l’inno cubano è pieno di note
C’è poi il samba di una nota sola
Ma, se ascolti attentamente, dopo un po’ cambia:
Jobim non ha avuto le palle di perseguire un obiettivo
Non ci ha creduto fino in fondo
Invece noi


Commenti

  1. non so se è un caso o è fatto apposta, ma ho notato che alla fine, quando dicono che loro ci hanno creduto, quando dicono "si" in realtà la nota cambia! Potrebbe voler dire che alla fine non sono riusciti a crederci nemmeno loro fino in fondo? O vuol dire qualcos'altro? O è solo un caso? Tu che ne pensi?

    RispondiElimina
  2. Caspita che acume! Qua si viaggia nel campo delle ipotesi. Ti dico come piace vederla a me, naturalmente è tutto sindacabile.

    Una vita (vita = canzone) monotona, basata su valori ovvi (quasi banali), addirittura rutinaria, anche se condotta coerentemente fino alla fine, porta sempre a delle emozioni e a dei piaceri, che può cogliere solo la persona sensibile, che non si ferma alla superficie.

    Un po come il lama che vive nell'himmalaya, una vita uguale tutti i giorni (all'apparenza) riesce ad emozionarsi nel vedere sbocciare un fiore o un cielo con delle nuvole diverse dal giorno precedente.

    Ribadisco che questa è una mia possibile interpretazione. Magari lo hanno fatto solo per scherzo. Oppure hanno voluto dimostrare che il valore delle cose non va cercato nelle differenze eclatanti, ma nei dettagli a cui speso non prestiamo attenzione.

    Insomma, forse non serve essere una star come Elio per avere una vita unica, ma tutti noi abbiamo una vita unica

    RispondiElimina

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