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Faccetta nera

no nazism!
Un testo un po strano da commentare. Riguardo il suo significato non c'è molto da capire: si tratta della canzone di un soldato italiano che sta per partire alla conquista dell'abissinia, e promette alla bella mora che l'aspetta al di la del Mediterraneo, libertà di vita, di pensiero e l'amore.

La cosa veramente curiosa però, e che pochi sanno (con mia sorpresa), è che la canzone venne censurata dall'allora governo fascista. Inizialmente vennero censurate alcune frasi, come "ti daremo libertà di vita e di pensiero" venne cambiata in "il nostro motto è libertà e dovere". Successivamente il duce stesso ne richiese la censura definitiva perchè, di fatto, si tratta di un inno all'amore interraziale. Le leggi razziali nel 1935 (anno di pubblicazione del pezzo) non erano ancora state promulgate, ma l'impronta che stava prendendo l'allora governo era già abbastanza chiara.

Sarebbe bello dirlo a quei ragazzini fasciti che se ne vanno in giro cantandola orgogliosamente, fieri di provocare l'indigniazione della gente che ancora conserva il ricordo di quegli anni terribili.

Commenti

  1. maddai, hihihih
    qui dalle mie parti c'è un gruppo di skin che la cantano spesso e ora che faccio mente locale anche un mio compagno di classe delle superiori che si definiva fascista la canticchiava spesso...che vergogna, che disinformazione..blaaaa

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    1. peccato che una signora 80enne che ho conosciuto sostiene che la canzone era dedicata ad un soldato che era di ritorno dalla guerra con una bambina

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    2. a conferma di quanto detto (e della vostra ignoranza la quale però è dovuta dal fatto che la storia a voi raccontata è stata molto travisata) ecco cosa ho trovato:

      28-07-2000 MUSICA: ''FACCETTA NERA'', C'E' LA FOTO DI CHI LA ISPIRO' MASSA (MASSA CARRARA - Una bambina vestita con un abitino che spicca sulla pelle scura e lo sguardo divertito, attorniata da soldati italiani. Sarebbe questa la foto della piccola che ispiro' durante il fascismo la canzone ''Faccetta nera''. La foto, pubblicata oggi dalla cronaca di Massa del quotidiano La Nazione, e' in realta' una cartolina che il console Andrea Michele Galeotti invio' ai parenti nel 1936. A trovarla e' stato il figlio del console, Giuseppe Galeotti: a quel tempo il padre era aiutante maggiore della 135/a legione ''Indomita'' della milizia fascista che partecipo' alla battaglia dell' Amba Aradam. E proprio Maria Vittoria Aradam fu il nome dato alla bimba che, ritratta con l' ufficiale nella foto, venne ''trovata dai militi della 135/a legione'', dice la didascalia della cartolina, durante la battaglia del 15 febbraio 1936. Quella foto sarebbe una conferma della testimonianza di Joannes Brahane che nel 1995, allora studente universitario a Udine, disse di essere il figlio di ''Faccetta nera'', cioe' della donna che, da bambina, venne trovata dai soldati italiani dopo la battaglia nella quale era stata uccisa la madre, cioe' la nonna dello studente, che la aveva avuta proprio con un soldato italiano. ''Faccetta nera'' sarebbe stata poi affidata alle suore di Sant' Anna all' Asmara. Cinque anni fa Brahane chiese che alla madre fosse riconosciuta la pensione.(ANSA).

      Alcuni anni fa' il Giornalista Gaspare Di Sclafani del settimanale "Oggi" pubblicava su quel giornale un servizio nel quale si raccontava la storia di un'orfanella dell'Asmara, la capitale dell'Eritrea, che fu una delle colonie italiane dell'Italia fascista. "Faccetta nera" vive ancora, ha oggi presumibilmente 69 anni (l'età esatta non la conosce neppure lei) si chiama Vittoria Aradam, viveva all'Asmara quando il giornalista l'incontrò, si chiama Vittoria Aradam, e sposata ed e' madre di tre figli. Vittoria era una bimbetta di un paio d'anni, rimasta orfana. Venne trovata in lacrime e tremante di paura e fu raccolta dalle truppe italiane all'Amba Aradam, durante le prime fasi della campagna d'Etiopia. I legionari italiani l'adottarono e divenne la loro mascotte. Il nome e cognome che porta glieli diedero proprio i soldati italiani che vollero festeggiare l'esito della battaglia dell'Amba Aradam.


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  2. Ma no, non dirglielo, è tempo perso ;)
    La cultura non deve essere strumento per dimostrare la propria superiorità rispetto agli altri. Questo forse ti può aiutare a capire perchè tanta gente crede ancora a certe cose, ignoranza...

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  3. Adesso stiamo in un periodo 100000000volte peggiore a quello del fascismo

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    1. io non credo. sono sicuramente tempi difficili anche questi, ma non puoi certo paragonarli al totalitarismo e alla guerra

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  4. Almeno all'epoca non c'era la televisione a rincoglionire le masse :D

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  5. ibthdsligbefbvidsuondlinvibniebgnigebngiqeniengijepeejrf

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  6. Mia nonna ha vissuto e lavorato al tempo del fascismo e per come i fascisti si sono comportati con lei e la sua gente è fiera di canticchiare questa canzone ...

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